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L’amido amico dell’intestino

L’amido resistente è un tipo di carboidrato che sfugge alla digestione nel piccolo
intestino: i nostri enzimi non riescono a scomporlo, quindi arriva intatto nel colon, dove
diventa nutrimento per il microbiota intestinale.

Durante la fermentazione, i batteri intestinali producono acidi grassi a catena corta
(acetato, propionato e butirrato), fondamentali per:

  • la salute e l’energia delle cellule intestinali,
  • rafforzare la barriera protettiva dell’intestino (che impedisce il passaggio di
    tossine e sostanze infiammatorie nel sangue)
  • un miglior metabolismo energetico.

Dove lo troviamo?

  • Nel pane raffermo o congelato, grazie al processo di retrogradazione
    dell’amido (che lo rende più “resistente”). Meglio se preparato con grani
    antichi, pasta madre e lievitazione naturale, per una qualità nutrizionale
    superiore.
  • Nei legumi (lenticchie, fagioli, ceci), che contengono naturalmente amido
    resistente.
  • Nei cereali integrali e pseudocereali (avena, farro, orzo, riso integrale, grano
    saraceno, sorgo, miglio, quinoa), che contengono una quota naturale di amido
    resistente, quantità che aumenta se vengono cotti e poi raffreddati.
  • Ma anche in pasta e patate cotte e poi raffreddate: durante il
    raffreddamento, parte dell’amido si trasforma in amido resistente (RS3) ed il
    contenuto rimane elevato anche dopo una seconda riscaldatura.

Chi “lavora” l’amido resistente?

La fermentazione è un vero lavoro di squadra tra diverse specie batteriche:

  • Ruminococcus bromii è il principale degradatore di amido resistente.
  • Blautia utilizza i sottoprodotti per produrre acetato.
  • Faecalibacterium prausnitzii sfrutta l’acetato per generare butirrato, essenziale
    per la salute intestinale e per ridurre l’infiammazione.

Perché è importante?

La capacità di degradare l’amido resistente dipende dalla composizione del microbiota.
Integrare amido resistente e fibre prebiotiche favorisce un microbiota equilibrato,
stimola la produzione di butirrato e può avere effetti positivi su metabolismo,
colesterolo e infiammazione intestinale.

In sintesi:

L’amido resistente non è solo un “carboidrato che non si digerisce”, ma un vero e
proprio prebiotico naturale, capace di nutrire i batteri benefici e di supportare la salute
metabolica e intestinale.